Appunti sul sistema di compenso per multiscafi (parte 1)

Lorenzo Bergamini

Lo scopo di un sistema di compenso è quello di consentire la partecipazione di multiscafi di tipologia diversa a regate dando probabilità di vittoria più vicine possibili tra i contendenti dal punto di vista della componente dovuta alle prestazioni del mezzo. Quindi dando un maggiore peso, sul risultato agonistico, alle capacità dell’equipaggio. Attualmente, per le regate in Italia, l’Associazione Italiana Multiscafi ha promosso, per i primi due anni di attività l’adozione del metodo MOCRA che è risultato quello più semplice ed economico da usare. E’ ancora presto per fare valutazioni, statisticamente solide, dell’efficacia del metodo applicato alla realtà italiana, ma ci sono già delle considerazioni su cui iniziare a riflettere e discutere per le scelte da fare prossimamente.

Materiali vele

MOCRA tiene conto di un fattore di età (Age allowance) della barca e del suo progetto in generale ma non considera un fattore ben più determinante sulle prestazioni: il materiale e la tecnologia costruttiva delle vele.

Questo fatto, a parità di tutti gli altri parametri, potrebbe scoraggiare la partecipazione di imbarcazioni dotate di semplici vele da crociera in dacron, magari molto datate, avvantaggiando chi investe in vele di ultima generazione in carbonio. Va detto anche che un sistema di compenso non dovrebbe neanche scoraggiare la voglia di miglioramento di chi fa un investimento in vele migliori. La soluzione più saggia dovrebbe essere un sistema che compensi, ma non completamente, il vantaggio ottenuto e comunque attenui al minimo le differenze dei tempi compensati con chi non ha vele di ultima generazione.

Un altro fattore considerato in maniera molto semplificata da MOCRA è l’influenza dell’uso di Code0 in aggiunta a spinnaker. Viene infatti considerata solo la vela di maggiore superficie. Metodi alternativi come Texel, e tutti i suoi derivati, considerano invece l’effetto sulle performance di tutte le vele effettivamente usabili a bordo.

Velocità del Vento

Le velocità del vento medie annuali (a 10m di altezza) nei mari del nord europa sono quasi ovunque superiori a 7 m/s (13.6kt) e superano in molte zone gli 8 m/s (15.5kt). Nei mari italiani invece, le velocità del vento medie annuali sono molto minori e nei migliori posti comprese tra 4 e 7 m/s (8-13.6kt).

Mappa velocità media annuale vento in Europa
(Risø National Laboratory, Denmark)

Questa differenza si traduce anche in condizioni di regata offshore e costiera mediamente meno impegnative ma soprattutto si può dire che le basi statistiche con le quali sono stati tarate le formule di compenso MOCRA sono sostanzialmente diverse dalle condizioni di regata che si hanno in Italia. Questo pone quindi un primo motivo sulla necessità di introdurre delle modifiche per migliorare l’accuratezza del metodo. D’altronde si può anche constatare che diverse associazioni di multiscafi nazionali (Stati Uniti, Francia, Olanda, Australia, Nuova Zelanda, …) personalizzano coefficienti vari di formule di compenso analoghe a quelle MOCRA, tarandoli con i risultati delle regate effettuate localmente.

Confronto con ORC

Il TCF MOCRA rappresenta una media statistica del rapporto tra la velocità del multiscafo in oggetto e quella di un multiscafo di riferimento non meglio identificato. Nel caso dei monoscafi che usano il sistema di compenso ORC, la base dei vari metodi di calcolo dei tempi compensati a disposizione è invece una tabella con le velocità della barca previste da un VPP per diversi valori di velocità ed angolo del vento.

Nel caso di ORC sarebbe in teoria possibile effettuare compensi molto precisi per ogni singola regata disponendo delle misure del vento durante la regata stessa (metodo Performace Curve Scoring PCS). L‘accuratezza del metodo MOCRA si può valutare invece solo se si considerano i risultati di molte decine di regate. Questo aspetto potrebbe scoraggiare dalla partecipazione chi non partecipa assiduamente a regate e si trova in condizioni sfavorevoli quelle poche volte in cui lo fa. Un esempio migliore è quello della metodo IMHRR, basato su formule Texel, che ha introdotto un doppio rating valevole per venti medi in regata minori o maggiori di 12 kt.

La questione della velocità media del vento durante una regata entra anche nei discorsi del confronto tra le prestazioni di monoscafi e multiscafi. In particolare nei tentativi di stilare classifiche uniche in tempo compensato. La notevole differenza di efficienza tra le due tipologie di barche al variare delle condizioni richiederà necessariamente l’uso di sistemi di compenso che tengano conto della effettiva velocità del vento.

Confronto tra prestazioni di un monoscafo ed un multiscafo

Per illustrare meglio il problema, nel grafico sopra è riportato un confronto tra le prestazioni di un monoscafo ed un multiscafo. Sull’asse orizzontale è riportata la velocità del vento in nodi mentre sull’asse verticale la corrispondente velocità delle barche ottenuta come media su tutte le andature tra la bolina e la poppa piena. Si nota subito l’entità del vantaggio del multiscafo soprattutto con venti sostenuti. Tuttavia si vede anche la presenza di una zona con venti minori di 10 nodi, in cui il monoscafo risulta invece leggermente avvantaggiato. Per cui il risultato di una regata mista è enormemente dipendente dalle condizioni reali del vento e di conseguenza un eventuale sistema di compenso non potrà prescindere da questo fattore.

Peso dell’equipaggio

Il metodo MOCRA, nel calcolo del peso totale, considera un valore standard per il peso dell’equipaggio funzione della lunghezza dell’imbarcazione. I valori calcolati con questa formula sono tuttavia in molti casi minori del peso reale dell’equipaggio. La penalizzazione maggiore, ossia la maggior differenza tra peso reale e quello considerato nel calcolo del rating, si ha per multiscafi di piccola dimensione. Per esempio per un multiscafo di 7.5 metri di lunghezza il peso considerato è di soli 120 kg che corrispondono a meno di due persone quando generalmente ce ne vogliono almeno tre. Questa è uno svantaggio che
tenderebbe a scoraggiare la partecipazione dei multiscafi più piccoli. In contrapposizione a questo filosofia c’è invece il metodo Texel diffuso in quasi tutti gli altri paesi al di fuori della Gran Bretagna. Con il metodo Texel il peso standard dell’equipaggio considerato è quasi il doppio per i piccoli multiscafi e cresce meno rapidamente di quanto faccia il metodo MOCRA verso i grossi multiscafi.

Costo del certificato

Anche questo è un aspetto che potrebbe scoraggiare dalla partecipazione chi ha una barca per uso prevalente crociera, come la stragrande maggioranza dei multiscafi in circolazione, ma desidera partecipare molto sporadicamente a regate.

Nel caso ORC il costo di un certificato è di 190-240€, a seconda delle dimensioni della barca e salvo promozioni, a cui bisognerebbe sommare il compenso dello stazzatore che varia tra i 400 e gli 800€.

Un sistema alternativo a MOCRA, per avere successo, dovrebbe riuscire a limitare i costi, mantenendosi vicino all’attuale costo di 50-60€, e non arrivare agli stessi livelli ORC. Altri sistemi come quello francese Multi 2000, basato sulle formule Texel, ha un costo variabile da 38€ a 140€ in funzione della lunghezza del multiscafo.

Uno dei requisiti sarà quello di minimizzare la quantità di misure e la complicazione delle stesse. Non ci dovrebbero essere parametri aggiuntivi rispetto a quelli già ora richiesti nella certificazione MOCRA o Texel. Infine si dovrebbe puntare ad evitare il costo dello stazzatore contando quindi solo sui controlli di stazza a campione post-regata.

Misura del Peso

Il peso effettivo in ordine di marcia è un parametro molto influente sulle prestazioni come anche rispecchiato della formula MOCRA. La misura del peso è quella che presenta le maggiori difficoltà e costi per cui in molti casi, quando non effettata, rimane la maggior sorgente di incertezza del calcolo del tempo compensato. Si richiede quindi uno sforzo di immaginazione per introdurre metodi di verifica che riducano al minimo i costi.

Conclusioni

La finalità di questi appunti è solo quella di stimolare e vivacizzare la discussione sulla prosecuzione della adozione del metodo MOCRA o l’esplorazione di alternative migliorative esistenti o da mettere a punto. L’AIM ha tra l’altro questa missione.

Ci si può lamentare dei limiti del metodo MOCRA ma bisognerà anche conoscere e soppesare i problemi e le complicazioni legate a soluzioni alternative che mirano a risolvere i suddetti limiti. Si tratterà di trovare, dibattendone, il compromesso che scontenta il minor numero di utenti. Sia attuali che nuovi potenziali. La casistica è vastissima.

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